Se la prima edizione di Medioera è stata un successo, la seconda ha consacrato e confermato il forte impatto che il festival riesce ad avere sul pubblico. Un pubblico eterogeneo, aperto e sensibile al cambiamento, disponibile a recepire nuovi strumenti professionali, talvolta difformi e lontani dai consueti e tradizionali modelli di riferimento o completamente sconosciuti. Complice degli ottimi risultati ottenuti la grande attenzione rivolta al festival da parte dei media e dall’opinione pubblica. Una manifestazione che ha saputo far parlare molto di sé, prima, dopo e durante la sua programmazione. Nomi noti e autorevoli quelli che dal 20 al 29 luglio si sono alternati in quello che ormai viene definito il salotto della cultura digitale. Da Red Ronnie per la musica ad Andrea Piersanti con il cinema, a Giuseppe Scopelliti, governatore della Regione Calabria con le nuove sfide del mercato per i giovani.


Se la prima edizione di Medioera è stata un successo, la seconda ha consacrato e confermato il forte impatto che il festival riesce ad avere sul pubblico.

E ancora l’opinionista Diego Bianchi (Zoro) e Fausto Biloslavo e Giovanna Loccatelli con il giornalismo di guerra, Marco Iannone, Piermaria Cecchini e Pietro Bevilacqua con la fiction televisiva. Ospite per eccellenza dell’edizione 2011, intervistato dal direttore de Il Tempo Mario Sechi, si è confermato indubbiamente il Ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, atteso e particolarmente al centro dell’attenzione, tanto da far balzare Medioera agli onori delle pagine di quotidiani nazionali per diversi giorni. Dieci serate di incontri, confronti, dibattiti su argomenti di estrema attualità. Blogging e politica, personal e corporate branding, nuove professionalità 2.0, copyright e copyleft.
Grande risalto è stato dato inoltre alla fotografia con il workshop curato da Chico De Luigi. La seconda edizione di Medioera si è conclusa con il concerto di Davide Van De Sfroos in piazza San Lorenzo, davanti al Duomo e al Palazzo dei Papi, luoghi simbolo della storia della città. Cornice di tutte le altre serate è stata invece piazza del Gesù, un’altra location nel cuore del capoluogo.
Un luogo in netto contrasto con la modernità dei contenuti proposti e approfonditi nell’ambito degli incontri. Un contrasto accentuato ed esaltato ulteriormente dalla suggestiva scenografia allestita per ospitare gli ospiti e dal gioco di luci proiettato sulle storiche pareti di un angolo dall’indiscusso fascino medievale.