Dal 16 al 21 luglio arriva Medioera, il Festival di Cultura Digitale. Un appuntamento nella città e per la città, momento di massima evidenza di un lavoro costante che viene portato avanti sul territorio durante l’anno.

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[/frame]Prima di tutto la filosofia. Medioera vuole essere punto d’incontro e approfondimento sulle tematiche legate all’uso delle nuove tecnologie nei più diversi ambiti della vita. Una riflessione da compiere con lo sguardo obliquo e crossmediale di chi è abituato a leggere la rete per quello che è: una struttura non gerarchica di nodi attraverso cui navigare alla ricerca di opportunità nuove, di stili contaminanti, di idee che non hanno timore di pensare in grande anche quando parlano a pochi o pochissimi. Un festival che si configura come mappa di un Nuovo Mondo. Di fondo, si dirà a proposito del pianeta Terra, “è sempre quello di prima”. Niente di più vero e falso allo stesso tempo. Tutto è stato trasformato in “villaggio globale” dalla rivoluzione informatica. Anche l’uomo non può essere più quello di una volta. A meno che non voglia rischiare di finire scavalcato nel confronto e nella competizione quotidiana da chi invece conosce bene le geografie di questo nuovo pianeta 2.0 su cui stiamo respirando.

Veniamo quindi alla strategia, a quello che Medioera mette sul tavolo per dare gambe al proprio pensiero di fondo. Come Medioera compie e fa compiere il salto dal “sapere”, dato dal fornire informazioni su questa nuova realtà “ampliata”, al “saper fare”? I workshop. Momenti formativi fondamentali che di fatto rappresentano una peculiarità di questa manifestazione che è arrivata, in un crescendo costante, alla sua terza edizione. Non forniamo anticipazione sui temi che verranno affrontati in questa ricca edizione 2012, in attesa della presentazione ufficiale del programma. I workshop rappresentano sicuramente la componente che meglio mette in evidenza il lavoro che Medioera svolge sul territorio della Tuscia. Offrendo a ragazzi e persone di tutte le età la possibilità di partecipare gratuitamente a meeting formativi che in altre città e altri contesti arrivano a costare anche diverse centinaia di euro. Un’occasione formativa non solo per conoscere ma anche per approcciarsi tecnicamente a nuove possibilità offerte dai newmedia e dalla rete.

E’ sicuramente questo il valore aggiunto del Festival di Cultura Digitale. Non un semplice appuntamento di informazione e passerella ma qualcosa di più. Capace di lasciare sul territorio semi di conoscenza che se approfonditi possono di fatto trasformarsi in occasioni di crescita, scambio e lavoro per chi decide di coltivarli. Medioera inoltre non vuole rimanere confinato nello spazio di una semplice settimana estiva, ma durante tutto l’anno organizza e promuove occasioni di incontro, formazione e stimolo. Tutto per convincere quanti più cittadini possibile delle opportunità nascoste nel futuro. Cosa ancora più importante da comprendere in un momento di crisi.